Secondo un recente rapporto della Fondazione GIMBE, l’Italia è fanalino di coda in Europa per utilizzo dei farmaci generici. Questo è soprattutto dovuto alla mancanza di informazione e ad una confusione generale sul significato di farmaco generico e farmaco biosimilare. Cerchiamo di capire cosa sono e perché possono essere usati come alternativa ai farmaci “di marca”. Cosa sono i farmaci generici o equivalenti? AIFA definisce “generico un farmaco di origine chimica che ha la stessa composizione qualitativa e quantitativa in termini di sostanze attive e la stessa forma farmaceutica di un medicinale di riferimento (ovvero il farmaco “di marca”), nonché una bioequivalenza con il medicinale di riferimento dimostrata da studi appropriati di biodisponibilità1 .

Si tratta, a tutti gli effetti, di una copia del medicinale “di marca”. Tuttavia il farmaco “generico” è stato erroneamente percepito dal comune cittadino come simile ma non uguale al medicinale “di marca” che era abituato ad assumere per la stessa patologia; per superare ogni possibile fraintendimento, i medicinali “generici” sono stati ridefiniti “medicinali equivalenti”. Equivalenti sotto tutti gli aspetti, perché esattamente come i farmaci “branded” (cioè “di marca”) sono sottoposti a rigidi controlli di qualità, efficacia e sicurezza prima di essere approvati, devono infatti rispettare gli stessi standard elevati del medicinale di riferimento. Solo se il farmaco equivalente supera questi test, allora può sostituire completamente il farmaco di riferimento.

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